da "Il rolino", novembre 2007


Dopo l'approvazione della finanziaria, si apre una nuova stagione fondata su due punti: primo il governo c'è e continuerà a lavorare, anche se "i numeri" sono sempre quelli; secondo si riapre il cantiere delle riforme istituzionali. Da mesi Veltroni ha sostenuto la necessità di creare un clima diverso, di aprire una nuova stagione politica fondata sulle convergenze per alcune grandi riforme in Parlamento. Per molto tempo ci sono state risposte diverse, negative dal capo dell'opposizione, mentre altre forze hanno rinviato la disponibilità al dialogo. Poi improvvisamente con un colpo ad effetto Berlusconi prima ha rottamato la classe dirigente di Forza Italia, poi ha demolito la casa delle Libertà ed infine ha aperto alla possibilità di sedersi al tavolo delle riforme. Se fosse la volta buona, si aprirebbe una nuova stagione per risol­vere i nodi di fondo della vita politica italiana: il superamento di un bicameralismo tanto perfetto quanto inefficiente: la riduzione della frammentazione politica per la quale ogni maggioranza di governo è composta da 10-15 partiti; l'attuazione del federalismo e una nuova legge elettorale che superi la "porcata" del centrodestra.

II Governo Prodi, superato lo scoglio della Finanziaria, può raccogliere la sfida arrivata da chi nel dibattito parlamen­tare, ha chiesto una nuova stagione politica, puntando su tre priorità: innovazione, lotta alla precarietà e sicurezza. Occorre innovazione in tutti i settori, dalla pubblica amministrazione alle imprese, alla formazione. E poi la lotta alla precarietà, per una buona occupazione, per la crescita economica e con il sostegno alle imprese. Infine la sicurezza, che va insieme all'integrazione. Se è giusto che lo sforzo si concentri sulla capacità di accoglienza nei confronti di coloro che vengono per lavorare e migliorare le loro condizioni di vita, è altrettanto evidente che chi arriva con altre intenzioni ed è respon­sabile di reati non può trovare giustificazione di sorta. Su questo tipo di immigrazione il flusso deve essere fermato. Ma il problema della legalità, del rispetto delle norme è un tema che riguarda tutti i cittadini e non solo gli immigrati e su tutti si erge il tema della certezza della pena e della tempestività dei giudizi.

a.f.

P.S.

Si parla molto sui mezzi di informazione della mancata confluenza nel Partito Democratico del patrimonio dei Ds e della Margherita, quasi che ci fosse una sorta di incertezza sulle sue prospettive e si volesse tutelare il rispettivo patrimonio finanziario nel caso di un eventuale fallimento politico. E' bene chiarire che più che di un mancato tesoro non si è voluto caricare il nuovo partito dei vecchi debiti. Per guardare in casa Ds va ricordato che nel passaggio dal PCI al PDS e poi DS l'unica cosa che non è scomparsa sono i debiti pregressi, in gran parte legati all'Unità. Debiti ingentissimi, più volte riportati dai mezzi di informazione, per i quali è previsto un piano di rientro attraverso una serie di dismissioni, mutui garantiti dal patrimonio immobiliare e da parte dei compensi degli eletti alle cariche pubbliche. La sede di Polo ad esempio, da diversi anni è di proprietà di una finanziaria e fa parte di quel patrimonio ipotecato. I democratici di sinistra di Polo pagano regolarmente le spese correnti e le manutenzioni straordinarie.